DIABETE, LA COMBINAZIONE CHE FUNZIONA: ECCO 3 INCREDIBILI VERITÀ CHE I DOTTORI E IL WEB NON DICONO − il terzo punto è solo per chi vuole cambiare realmente la propria vita.

Quali esercizi è meglio fare per stabilizzare la glicemia?

Come posso fare sport ed evitare gli sbalzi glicemici?

Quando fare esercizio fisico e quanto farne per combattere il diabete?

Che cosa devo fare se non ho mai fatto sport e devo iniziare da zero?

Sono sicuro che anche tu ti stia ponendo queste domande da tanto tempo e che purtroppo non sia riuscito a trovare una soluzione!

Si tratta di 4 delle domande più comuni che mi sono state poste e quelle fatte con maggiore frequenza nei forum per il diabete su internet. 

Lo so, non avere risposta a questi problemi ti confonde e ti rende indeciso quando sei pronto a fare sport, con il risultato che alla fine molli tutto! Tuttavia, molte persone sono riuscite a cambiare vita grazie allo sport, a trovare una cura efficace contro la malattia (clicca qui per cominciare gratis il TUO cambiamento).

Ti capisco e ti dico con certezza che non è colpa tua!

Il mondo dell’esercizio fisico è un universo grande e complesso, così come lo è il corpo umano. Il rapporto con i medici spesso non è come si vorrebbe, c’è poca comunicazione e si tende a semplificare le cose, per cui alla fine si ricevono consigli che spesso confondono solo le idee o sono del tutto inefficaci.

Ma non preoccuparti!

In questo articolo risponderò alle domande di cui sopra e ti spiegherò nei dettagli perché la maggior parte delle persone non riesce a sfruttare appieno il potenziale effetto che l’esercizio fisico ha sulla prevenzione del diabete e sulla comparsa delle sue complicanze.

Ecco perchè ti senti più confuso disorientato quando cerchi aiuto per il tuo diabete…

Sappiamo tutti quanto sia importante, specie per una persona affetta da diabete, mantenere uno stile di vita salutare caratterizzato da:

  • una dieta equilibrata
  • uno stile di vita attivo
  • esercizio fisico

Ma cosa significano queste 3 cose in maniera specifica?

Se per la dieta è molto probabile che il medico o il diabetologo ti affidi un programma alimentare dettagliato o ti indichi di rivolgerti a un nutrizionista, 1 volta su 3 questo non accade per quanto riguarda l’esercizio fisico. Il più delle volte, infatti, si danno dei semplici consigli e raccomandazioni.

Ti diranno infatti: si mantenga attivo, faccia esercizio… 

question mark, knowledge, question

Difficilmente, invece, ti avranno spiegato la differenza tra tenersi attivi e fare un esercizio fisico strutturato e personalizzato in base alle tue esigenze e alle tue problematiche. Da questa grave mancanza purtroppo otterrai solo confusione e incertezza, e non saprai da dove cominciare!

Ma andiamo con calma… 

Sai innanzitutto che differenza c’è tra attività fisica ed esercizio fisico?

Credimi, non sono assolutamente la stessa cosa! La differenza, della quale probabilmente non ti hanno mai parlato, è una delle motivazioni principali per cui tanta gente si sente confusa e non sa da dove cominciare, nonché il perché dopo qualche risultato iniziale i progressi si bloccano (e disperato torni sul divano e la tua glicemia balza in alto) e molte persone finiscono per

MOLLARE

Andiamo per ordine:

  • L’attività fisica è qualsiasi movimento o attività che implica un utilizzo dei muscoli. Possono dunque essere considerate attività fisiche:
  • Scrivere
  • Alzarsi dal letto
  • Salire le scale
  • Portare fuori il cane
  • Giocare con il proprio figlio
  • Andare a fare la spesa a piedi
  • Camminare abitualmente
  • etc.

Detto in maniera ancora più semplice: attività fisica è tutto ciò che non sia riposo, cioè stare sdraiati o seduti. 

  • L’esercizio fisico è invece un’attività fisica che si focalizza in maniera specifica su:
  • Sviluppo della condizione fisica
  • Sviluppo della forza
  • Miglioramento della flessibilità dei muscoli
  • Aumento della resistenza e della salute del cuore e dei polmoni. 

Per raggiungere questi obiettivi, l’esercizio fisico deve essere programmato ed individualizzato, cioè deve essere organizzato e ripetuto per giorni/settimane/mesi/anni.

Ho creato un contenuto che ti aiuta a capire quale sarebbe il tuo punto di partenza in questa prima fase iniziale. Dagli un’occhiata, ti cambierà la tua vita!

Quante volte ti sarai sentito dire:

  • Non preoccuparti, compra questa dieta miracolosa per perdere 7 chili in un mese e stabilizzare la glicemia.
  • Non preoccuparti, ammazzati di passeggiate, non mangiare nulla per un mese e vedrai “GRANDI” risultati!
  •  Non preoccuparti, cammina ogni giorno per 40 minuti e tornerai in forma e in salute.

Però questo non è esercizio fisico! 

sofa, couch, cat

Significa avere uno stile di vita attivo, che è sicuramente salutare, ma non è esercizio fisico, e non è così che risolverai i problemi, non è la vera strada, non è quello in cui credo, non è quello per cui oggi sto scrivendo questo blog. 

Non credi che ti dicono questo perché è la cosa più facile da vendere e per comprare la tua fiducia subito?

Ti spiego perché…

Tutti i giorni, in quei 40 minuti cammini allo stesso modo, fai lo stesso percorso e alla stessa intensità/velocità, con il risultato che il corpo dopo pochissimo tempo si adatta a tale tipo di sforzo e non ne trae più beneficio.

La raccomandazione tipica data dai dottori, che non hanno approfondito il tema dell’esercizio fisico e si focalizzano solo sui farmaci, ai loro pazienti affetti da diabete è: 

Le raccomando di andare a camminare tutte le mattine un’ora” 

QUESTA NON E’ UNA RACCOMANDAZIONE DI ESERCIZIO FISICO.

La versione corretta sarebbe:

Aumenti la sua attività fisica (camminando e in generale muovendosi di più) perché le fa bene, ma le consiglio di mettersi in contatto con uno specialista dell’esercizio terapeutico per farsi dare un programma personalizzato in base alle sue esigenze!”.

QUESTA SI CHE E’ UNA RACCOMANDAZIONE DI ESERCIZIO FISICO.

Ecco 3 semplici consigli sulla camminata che nel 100% dei casi hanno portato al miglioramento della glicemia e della salute metabolica, cioè della capacità di ottimizzare il metabolismo, la gestione degli zuccheri e il funzionamento dell’insulina.

Se cammini molto per motivi di lavoro oppure hai preso questa abitudine salutare, ricorda che, dopo poco tempo, per il tuo corpo sarà appunto un’ ABITUDINE e non ne trarrà troppo beneficio. Quello che devi fare è “ingannare” il corpo e metterlo sempre in “difficoltà”:

  • Se, ad esempio, percorri un dato tragitto in 40 minuti, guarda l’orologio e prova a percorrerlo in 39 minuti. Quando non sentirai nessuna fatica, prova ad abbassare ancora il tempo e così via. In questo modo starai aumentando il ritmo del passo e, quindi, l’intensità del cammino.
  • Prova ad allungare il percorso a parità di tempo. Prova strade diverse che ti facciano percorrere una distanza più lunga e prova a completare il percorso sempre in 40 minuti.
  • Come terzo passaggio, prova a completare il tuo percorso abituale alternando 1 minuto a passo normale a 1 minuto a passo svelto (immagina di essere in ritardo a un appuntamento importante).

board, mathematics, school
calcola il percorso

Questa piccola progressione di base è sufficiente per far sì che il tuo corpo non si abitui a fare sempre la stessa cosa per almeno un paio di mesi! In questo modo non bloccherai i tuoi progressi.

L’ESERCIZIO FISICO NON È RACCOMANDABILE BENSÌ OBBLIGATORIO: È ESSO STESSO UNA TERAPIA

Non smetterò mai di ripeterlo in ogni momento, in ogni articolo e in ogni opportunità che ho di aiutare le persone a capire questo fondamentale concetto:

Antonino Cartabellotta, medico e presidente del GIMBE, in un articolo scientifico del 2016 chiamato “Efficacia dell’esercizio fisico nei pazienti con patologie croniche” ha scritto queste parole:

“L’esercizio fisico è un intervento sanitario efficace nel trattamento di numerose patologie croniche e, in termini di riduzione della mortalità, determina benefici simili a quelli ottenuti con interventi farmacologici nella prevenzione secondaria di patologie coronariche, nella riabilitazione post-ictus, nello scompenso cardiaco e nella prevenzione del diabete. nei pazienti con Diabete Mellito di tipo 2  l’esercizio dovrebbe essere parte integrante del piano terapeutico e non essere mai sospeso in maniera definitiva. Inoltre dovrebbe essere pianificato e visionato da uno specialista dell’esercizio fisico per il diabete”

Si crede spesso che eseguire attività motoria mal condotta sia ininfluente in termini di salute. Qualsiasi attività può invece essere potenzialmente dannosa se condotta in autonomia o se supervisionata da personale non qualificato.

Per facilitare la comprensione, ti pongo un esempio molto chiaro:

Se un medico prescrive un farmaco “sbagliato”, non solo il paziente non ottiene benefici ma rischia di peggiorare il proprio stato di salute.

Lo stesso identico meccanismo accade quando viene somministrato esercizio fisico “sbagliato”.

Allo stesso modo, quando un personal trainer crede di poter cambiare la tua salute esclusivamente tramite un programma di esercizio fisico, sicuramente la farà migliorare e ti farà stare meglio, ma senza dubbio il suo intervento sarà incompleto, perché potresti trarre vantaggio da una visita dal medico, magari tramite un nuovo piano nutrizionale, un trattamento farmacologico o consigli per far fronte ai disturbi del sonno. In questo modo riceverai un trattamento completo.

Siete d’accordo anche voi vero? E’ logico..

Nessuno di noi vuole passare per un trattamento incompleto. Tantomeno questo può e deve accadere a una persona che sta attraversando un periodo difficile, che vuole ritornare alla normalità, vuole rinascere e vuole vivere una vita migliore, come nel caso di una persona affetta da diabete.

Nonostante ciò, è ancora molto diffusa la credenza che l’importante sia muoversi e non conti come e sotto la supervisione di chi, che non conti che ci sia o menu qualcuno che ci faccia da guida su come fare qualcosa, quando farlo e con quale frequenza.

Ma questo è vero? O ti stai perdendo qualcosa che potrebbe cambiarti veramente la vita?

Ecco i 3 incredibili vantaggi per cui da oggi stesso dovresti affidarti a uno specialista dell’allenamento adattato al diabete (il terzo ti farà cambiare idea)

Nel 70% dei casi, dottori e diabetologi forniscono linee guida da seguire per stare attivo e raccomandano di fare un determinato numero di minuti a settimana di movimento (che spesso coincide con “vada a camminare”). Oppure consigliano di fare attività ad intensità moderata e fare almeno 10.000 passi al giorno. 

Come già detto nel mio articolo sugli errori da non compiere assolutamente se si soffre di diabete, pensando di aver ricevuto il miglior consiglio sull’esercizio fisico, nella maggior parte dei casi i pazienti arrivano al fallimento e abbandonano lo sport. Queste informazioni superficiali, inoltre, rendono le persone dubbiose sul fatto di affidarsi a uno specialista dell’esercizio fisico. 

Coloro a cui non è stato consigliato un personal trainer specializzato, infatti, si perderanno una serie incredibile di vantaggi che farebbero davvero la differenza.

Vediamoli insieme:

#1 Salvarti dagli errori che puoi commettere guardando video sul web

Questa è l’alternativa più comune per chi si è stancato delle noiose camminate e vuole fare qualcosa di più. Il web fortunatamente è diventato una grandissima risorsa per ampliare le proprie conoscenze, ma se usato in maniera scorretta può diventare un’arma a doppio taglio.

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Potrebbe essere il caso di tutte quelle persone che si affidano a video o corsi già registrati che si trovano ad esempio su youtube, facebook o instagram.

Non sono qui a giudicare i contenuti degli allenamenti, o il valore di questi personal trainer, non è questo il punto.

Quello che voglio dire è:

Ma siamo sicuri che un allenamento presente su internet possa fare al caso tuo?

Purtroppo mancano degli elementi fondamentali che caratterizzano un percorso personalizzato e adatto a una persona affetta da diabete.

Uno dei vantaggi di affidarsi a un esperto dell’esercizio terapeutico è proprio quello di ricevere un allenamento fatto su misura.

Quello che infatti non potrai ottenere dagli allenamenti già pronti offerti su internet saranno ad esempio le valutazioni e i test, che sono importantissimi per definire la tipologia di soggetto che si allenerà. Questi test definiscono infatti:

  • Quali problematiche o infortuni ha o ha avuto il soggetto
  • Se il soggetto ha una % di massa grassa a rischio
  • Qual è il livello di forma del soggetto
  • Se la terapia farmacologica può influire sull’allenamento
  • Quali sono i progressi che la persona ha fatto negli ultimi mesi
  • Come sta variando la glicemia

Inoltre, allenarti con uno specialista ti permette di evitare di commettere errori tecnici nell’esecuzione degli esercizi. Quando svolgi gli esercizi seguendo dei video già pronti e che non tengono conto della tua persona, è molto probabile che tu possa sbagliare la tecnica esecutiva, dato che non c’è nessuno dall’altra parte che ti corregga.

Vediamo i 2 rischi che questo può comportare:

  • Rendere l’esercizio poco efficace nel raggiungimento dei tuoi obiettivi: se un esercizio è svolto nel modo sbagliato, gran parte dei benefici legati a esso non saranno effettivi
  • Farsi male e subire un infortunio. Questo è quello che capita comunemente a chi si allena in autonomia, ed è la cosa da cui, più di tutte, dobbiamo stare lontani. Oltre al problema di provare dolore, avremo il problema che saremo limitati o in molti casi che non potremo continuare con l’esercizio fisico, e questo potrebbe farci perdere tutti i risultati ottenuti.

Ecco 4 consigli per evitare di cadere in queste spiacevoli situazioni:

  1. Scegli i programmi creati  in maniera specifica per chi è affetto da diabete T2
  2. Assicurati che il trainer sia specializzato in questa tipologia di esercizio
  3. Controlla che all’interno del programma ci siano diverse varianti di ogni esercizio, adatte sia a un principiante che a un livello superiore.
  4. Scegli gli allenamenti che si focalizzano molto sui consigli tecnici piuttosto che sull’intensità: a tal proposito potresti registrare dei video mentre ti alleni e vedere se l’esecuzione tecnica si avvicina a quanto consigliato nel programma.

Tuttavia, ci sono delle persone che sono ancora più a rischio in questo senso. Mi riferisco a quei soggetti che non hanno mai praticato sport o esercizio fisico e che si approcciano per la prima volta a queste attività. Vediamo come un trainer può risolvere i loro problemi e le loro insicurezze.

#2 Aiutare chi non ha mai fatto esercizio fisico

“Mi raccomando faccia attività fisica, si mantenga in movimento” 

Abbiamo visto come queste siano le classiche raccomandazioni sull’esercizio fisico che vogliono dire tutto e niente.

little, cute, poultry

Persone che non hanno mai fatto esercizio fisico o che “credono” di non essere portate per lo sport sono ancora più demotivate a cominciare semplicemente perché devono partire da zero e non hanno idea da dove cominciare. Inoltre, sono portate a pensare da amici e parenti che l’esercizio fisico sia pericoloso perché potrebbe essere troppo intenso e recare danno ai livelli di glicemia e alla salute. 

Possibilmente, la stessa persona che ti consiglia di evitare a provare di “star bene”, sta seduta sul divano, mangiando male e non pensando a come migliorare la propria vita. Se sei qui a leggere questo articolo, significa che non sei una di loro. Sei una persona curiosa, che non si dà per vinta, che non si arrende mai e sa che lì fuori c’è una possibilità per tutti. Esci, caricati di energia positiva e mettiti le scarpe da ginnastica!

Lo ripeterò fino allo sfinimento..

L’ESERCIZIO FISICO E’ TERAPEUTICO ED È’ LA MIGLIORE SOLUZIONE NON FARMACOLOGICA PER STARE MEGLIO, AVERE PIÙ ENERGIA E STABILIZZARE LA GLICEMIA

Ti dico però un piccolo segreto, dedicato in maniera particolare a chi non ha mai cominciato a fare sport: non ti devi sentire incapace e demotivato, perché in realtà sei in una condizione migliore rispetto alle altre persone, poiché sei come una “tabula rasa”, una lavagna bianca vuota su cui cominciare a scrivere.

Mi spiego meglio…

Nella mia esperienza, quando ho lavorato con persone che avevano già esperienza di esercizio fisico, ho notato che erano presenti dei “vizi” negli esercizi o nei modi di pensare all’allenamento che hanno richiesto molto tempo per essere corretti. Diversa è invece la situazione di chi ha appena cominciato. Sono infatti assenti vizi e spesso l’apprendimento è molto più veloce.

Si tratta di un’esperienza che ho vissuto in particolar modo durante il mio lavoro come preparatore atletico presso il Bologna FC.

Ho avuto modo di lavorare con bambini e ragazzi di diverse età, quello che ho notato è che è molto più semplice insegnare qualcosa ai bambini che hanno appena iniziato a fare sport perché sono “una pagina bianca”. Qualsiasi cosa proponevo veniva assorbita in pochissimo tempo. Nei ragazzi più grandi, invece, si deve prima correggere l’errore e poi insegnare.

Inoltre, cosa fondamentale, per il personal trainer è molto più semplice “educare” questo tipo di persone sulle corrette abitudini e sul perché si fanno, ad esempio, certi tipi di allenamenti rispetto ad altri. In questo modo la persona acquisisce la consapevolezza di quello che sta facendo e del perché lo fa. Non si limita ad eseguire.

Si tratta di un aspetto FONDAMENTALE, che costituisce la principale differenza tra chi va avanti e chi fallisce.

Essere consapevoli di quello che si fa e capirlo aiuta ad essere costanti nell’allenamento e a renderlo parte della propria vita, senza abbandonarlo! Ed è uno dei 4 segreti grazie ai quali potrai allenarti per sempre (anche in autonomia)!

Questo è il mio consiglio che do a tutti voi!

Chiunque sia il tuo personal trainer o la tua guida nell’esercizio fisico, chiedigli PERCHÉ. Perché stai facendo 15 minuti di corsetta o perché stai usando i pesi piuttosto che fare stretching. Capire perché per il tuo corpo è meglio fare una cosa piuttosto che un’altra ti darà un’energia e una motivazione incredibili.

Prima di addentrarci nel terzo punto vediamo alcune delle domande più frequenti riguardo all’esercizio fisico e il diabete (a cui spesso non trovi risposta):

  • Se faccio degli sforzi troppo lunghi posso ritrovarmi in ipoglicemia? 
  • Come mi devo comportare se la mia glicemia è troppo alta prima dell’allenamento?
  • cosa succede se dopo il mio allenamento sono in iperglicemia?

Capisco come ti senti. Il fatto di non avere le risposte a queste domande ti crea confusione ed è normale che tu abbia paura di sbagliare. 

In questi casi è ancora più importante la figura di uno specialista dell’esercizio terapeutico per il diabete che sappia gestire l’allenamento in base all’andamento e al monitoraggio della glicemia. 

Ma non preoccuparti!

Colgo l’occasione per spiegarti i vantaggi di un esercizio supervisionato e darti alcune informazioni utili su come gestire eventuali sbalzi glicemici.

Iniziamo…

#3 Evitare gli sbalzi glicemici a causa dell’esercizio

rocket, firework, red

Gli sbalzi glicemici sono il timore più grande per una persona affetta da diabete e il principale motivo per cui nel 90% dei casi si rinuncia a tutte le attività più intense o agli esercizi un po’ più complicati. Ti avranno detto sicuramente di non esagerare con gli sforzi perché potresti andare in ipoglicemia o iperglicemia. Ed è anche per questo motivo che si opta per la camminata.

È vero, il rischio di sperimentare un calo degli zuccheri (ipoglicemia) o un loro sbalzo in alto (iperglicemia) esiste ma è sopravvalutato. È normale avere paura, ma continuando a leggere scoprirai come evitare questo spiacevole problema.

Questi effetti indesiderati succedono spesso a chi si allena in autonomia o chi si affida a programmi di allenamento preconfezionati acquistati sul web.

Perché?

Perché non viene eseguito alcun tipo di monitoraggio della glicemia, non solo prima e dopo, ma specialmente durante le attività.

Vediamo dunque alcuni consigli pratici e utili per evitare di incorrere in queste spiacevoli problematiche nelle varie fasi dell’allenamento:

  1. PRIMA DELL’ALLENAMENTO: consuma il pasto almeno 2 o 3 ore prima dell’allenamento in modo da poter digerire normalmente e avere abbastanza energia per l’esercizio. In questo pasto, in accordo con il tuo nutrizionista, prevedi di consumare più carboidrati e meno fibre e grassi, che hanno un tempo di digestione più lungo. Prima di cominciare con l’allenamento, assicurati che la glicemia sia compresa tra 100 e 250 mg/dl. Se si trova al di sotto di questo intervallo, assumi qualcosa di zuccherato come un bicchiere di succo di frutta o del miele e controlla se si alza. Se invece il livello di glicemia è superiore a 250 mg/dl, è consigliabile rimandare l’esercizio finché la glicemia non rientrerà nell’intervallo. Ricordati in ogni caso di bere e idratarti abbastanza.
  2. DURANTE L’ALLENAMENTO:  in generale non allenarti per tempi troppo lunghi, cerca di rimanere dentro l’ora. Dopo questo intervallo di tempo la glicemia comincia infatti a calare e potresti andare in ipoglicemia. Eventualmente, consuma qualcosa di zuccherato, come una bevanda o una barretta energetica. Ad ogni modo, considerando le innumerevoli variabili che possono influenzare l’andamento glicemico, è importantissimo monitorare i livelli di zucchero nel sangue durante l’attività per poter intervenire e regolare i livelli di glicemia in modo appropriato.
  3. DOPO L’ALLENAMENTO: ricordati che con l’allenamento hai consumato le tue riserve energetiche ed è quindi importante che tu rifornisca queste scorte consumando carboidrati e proteine: i primi ricostituiscono le scorte energetiche nel muscolo e nel fegato mentre le seconde contribuiscono alla riparazione e ricostruzione delle fibre muscolari.

Sappiamo che l’esercizio aumenta la sensibilità all’insulina. Questo aumento della sensibilità può verificarsi anche a ore di distanza dall’allenamento. In questo senso è ancora più importante il consumo di carboidrati dopo l’esercizio. Consulta eventualmente il tuo medico o il tuo diabetologo e soprattutto un nutrizionista specializzato nel diabete per pianificare una modifica del piano farmaceutico e alimentare.

Un’ottima strategia per gestire in autonomia i pasti, in relazione all’esercizio, è quello di tenere un diario personale in cui scrivere ciò che si mangia e come varia la glicemia di conseguenza.

Bene, abbiamo visto l’importanza del monitoraggio continuo dei livelli di glicemia. Un personal trainer preparato e specializzato terrà conto di queste misurazioni per decidere l’allenamento adatto e per osservare il progresso dei risultati. 

Se non ti sottopongono a questi controlli, RICHIEDILI!

Questo è quello che ho imparato durante il Master di Esercizio clinico e terapeutico con Elav, punto di riferimento in Italia e in Europa per la specializzazione delle scienze motorie.

Una delle cose che più ci è stata “imposta” e insegnata è il concetto del monitoraggio continuo della glicemia, che consente di avere un quadro globale dei livelli di zucchero nel sangue e, soprattutto, permette di evitare sbalzi eccessivi, mantenendo sotto controllo i valori glicemici nell’arco delle ventiquattr’ore e per più giorni, in modo da poter ottimizzare la terapia.

L’elemento fondamentale di questo ragionamento è che questa misurazione, insieme agli altri test, costituisce sia una guida per il personal trainer nel decidere come programmare l’allenamento sia una “garanzia” per il cliente che vuole vedere i propri risultati.

Fondamentale, quindi, occorre dotarsi sempre di un pasto o uno spuntino per quando si incorre in ipoglicemia durante l’esercizio.

Abbiamo visto come la presenza di una figura professionale apporti una lunghissima serie di benefici che fanno la differenza. 

Comprendo però che spesso non è facile neanche capire a chi affidarsi!

Ecco alcuni consigli utili per quando vi troverete a scegliere un personal trainer che faccia al caso vostro:

  • In primis assicurati che abbia conseguito una laurea in scienze motorie. Cosa ancora più importante, assicurati che abbia ottenuto una specializzazione o una certificazione specifica per allenamento adattato al diabete.
  • Leggi le testimonianze di persone che hanno lavorato con lui e vedi cosa dicono.
  • Cerca di capire se il programma che propone sia personalizzato. Puoi farlo facilmente chiedendo se e quali valutazioni verranno eseguite.
  • Verifica se è supportato e collabora con altre figure specializzate nel settore, come medici o nutrizionisti.
  • Informati se fa uso di strumenti tecnologici per il monitoraggio della glicemia e la valutazione della persona.
  • Assicurati che possa soddisfare le tue esigenze, come ad esempio l’allenamento a domicilio o all’aperto o la possibilità di allenarti in compagnia.

Conclusioni

Abbiamo visto come la potenza dell’esercizio fisico come elemento terapeutico nella prevenzione e nella lotta al diabete e alle sue complicanze sia incredibile.

Il principale problema, come afferma Antonino Cartabellotta, è che a dispetto di queste evidenze, nelle malattie croniche l’esercizio fisico è ampiamente sottoutilizzato rispetto a interventi farmacologici o chirurgici per diverse ragioni: 

  • mancata consapevolezza da parte di medici e pazienti sull’efficacia di questi interventi;
  • scarsa conoscenza di cosa effettivamente sia un efficace trattamento basato sull’esercizio;
  • mancanza di un’adeguata formazione teorico-pratica dei medici;
  • descrizione inadeguata dei trattamenti basati sull’esercizio.

 Ad esempio, un’analisi di 137 trattamenti non farmacologici ha rilevato che il 61% non riportava informazioni sufficienti (ad es. dettagli su procedure e intensità) a rendere possibile la replicazione degli esercizi nella pratica quotidiana, ostacolando ulteriormente la prescrizione e l’attuazione di questi interventi. Inoltre, nel 58% dei casi mancava una descrizione adeguata dei programmi di esercizio.

Ti ho però spiegato che esiste SEMPRE una soluzione e che essa è più semplice di quanto si possa pensare.

Se non vuoi far parte del 61% di persone che riceve informazioni scarse e poco utili, passa all’azione! Scarica gratuitamente un report per cominciare ad allenarti:

  • trovando il tempo necessario;
  • partendo anche da zero;
  • in modo costante.

Inoltre, anche grazie a un video che ho preparato per te, capirai realmente quali sono la tua età biologica e il tuo livello di partenza.

Pensi davvero che il diabete abbia avuto la meglio e che non ci sia niente da fare?

Pensi davvero che l’unica opzione sia l’insulina, che non vi siano altre soluzioni oltre a questo farmaco?

Sicuramente il ricorso all’insulina è la via corretta.

Tuttavia, tu puoi migliorare sensibilmente la qualità della tua vita e vivere più a lungo.

Se fai esercizio fisico ed esso assume un ruolo di rilievo nella tua vita, si affiancherà all’insulina (senza sostituirla, a differenza di quanto potrebbero dirti alcune persone che desiderano venderti qualcosa) e lavorerà in sinergia con essa. Questo significa che i benefici dell’esercizio fisico si sommeranno a quelli della terapia e della dieta.

A quel punto tutta la tua vita sarà completamente diversa: ridurrai inoltre la tua massa grassa e migliorerai sotto il profilo estetico e sotto quello psicologico, perché la tua motivazione aumenterà notevolmente.

Insomma, alla fine avrai una vita completamente diversa da quella attuale!

A presto,

-LORENZO

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